I gattacci

 

I gattacci è un progetto editoriale e di artigianato artistico ideato e realizzato da me.

Sono pupazzi morbidi che ricordano dei gatti perchè hanno coda e orecchie. Sono personaggi ma anche cuscini, sono tutti pezzi unici, non ce n’è uno uguale all’altro e inoltre è possibile personalizzarli. Ogni gattaccio ha un nome e una storia, quando lo acquisti ricevi il suo fumetto in formato A4, che puoi incorniciare o conservare gelosamente in un cassetto.

Margherita, Giggio, Pallino, Tamarindo e Nerina.. e tutti gli altri, li puoi acquistare su etsy a questo link.

Posso realizzare gattacci di tutti i tipi, personalizzandoli su richiesta, semplicemente scrivendomi una mail.

 

 

LA SQUADRA

I gattacci possono essere cuscini per il divano, per la camera o pupazzi per i tuoi bambini, inoltre, essendo gatti e quindi molto fanatici, si prestano volentieri ad essere utilizzati come elementi d’arredo per la tua libreria in soggiorno e per portare un po’ di ironia e leggerezza nel tuo ufficio.

 

 

LE POCHETTE

I gattacci sono anche pochette in cotone o tessuto naturale, dipinti e rifiniti a mano, con la coda che fa da manico e una zip per la chiusura. Possono essere utilizzati come portagioie, portabiancheria o astucci.

 

Le pochette non hanno nome, ma vengono accompagnate da una postcard illustrata che racconta la loro storia:

“Alcuni gattini dell’Isola Balù si trovarono un giorno all’improvviso senza casa. Iniziarono a viaggiare in cerca di una nuova tana ma non riuscivano a trovarne una che andasse bene a tutti, così ogni sera i gattini iniziarono a girare il paese, bussando e miagolando alle case degli umani. Tutti erano contenti di sentirli arrivare e regalavano loro qualcosa, che i gattini mettevano in tasca. Alla fine della sera si ritrovavano con le tasche piene di cibo, di coperte, di giochi, di cuscini e leccornie varie. Decisero quindi che la loro casa sarebbe stava l’isola, e i loro padroni tutte le famiglie abitanti… nonostante le loro tasche sempre piene, i gattini, ormai cresciuti, continuavano ogni sera a fare il solito giro. Si narra che gli abitanti dell’Isola Balù li chiamassero: i gattacci, quei simpatici gatti con la tasca.

Se vuoi diventare un abitante dell’isola Balù, prendi con te un gattaccio”